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Questo libro vuole essere uno strumento a disposizione di coloro che vogliono «agire» una partecipazione influente e «di qualità». Ho scelto quindi di non pubblicarlo secondo le modalità tradizionali, ma di renderlo disponibile gratuitamente online (per chi desiderasse una copia cartacea, è comunque possibile acquistarlo on demand da Lulu).

Questa modalità di pubblicazione consente maggiore flessibilità rispetto alla stampa: il libro infatti vuole essere uno strumento in divenire che potrà incorporare via via nuovi sviluppi ed esperienze nel campo della partecipazione deliberativa.

In ambito scientifico i lavori vengono di norma sottoposti a peer review; trattandosi in questo caso di un lavoro non accademico, la revisione critica è ‘partecipata’ e affidata a coloro che lo leggeranno e utilizzeranno; grazie ai suggerimenti, opinioni, esperienze e critiche che i lettori vorranno pubblicare in questa pagina, il libro potrà ‘evolvere’ nel tempo con nuove versioni che ne migliorino i contenuti.

Ogni contributo (visibile a tutti) dei lettori è utile e benvenuto.

One Comment

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  1. Avatar di Cinzia Violoni

    Da onesta cittadina che ha sempre pagato le tasse, sarei tentata a sposare la causa della partecipazione, almeno intellettualmente. Rimango d’altra parte piuttosto dubbiosa. Il nostro sistema politico implica un mandato di fiducia da parte dei cittadini verso i propri rappresentanti e da parte del parlamento verso il governo eletto. Il Parlamento ha una funzione ed esiste proprio per discutere e votare le leggi. Se dovessimo introdurre un sistema partecipativo dal basso, dovremmo eliminare il Parlamento ed esautorarlo dalla sua funzione, quando invece è una garanzia costituzionale, nel suo assetto bicamerale, affinché nessuno prenda il sopravvento o ci siano improvvisi colpi di Stato. Il fatto che vi siano dei meccanismi di partecipazione diretta che hanno la funzione di includere e di preparare una cittadinanza più colta e informata, non significa che il Parlamento sia l’incarnazione di tutti i mali; basterebbe fare le leggi per i cittadini e scoraggiare la creazione di asset di poteri e interessi che minano realmente l’esercizio della democrazia rappresentativa.

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